Notre Dame Du Haut a Ronchamp by Le Corbusier

La cappella di Notre Dame du Haut è situata nel piccolo villaggio di Ronchamp, vicino al confine francese con la Svizzera. Si tratta dell’opera più nota di Le Corbusier e uno dei capolavori più emblematici dell’architettura moderna.

Sicuramente il pellegrinaggio a questa piccola cappella è un’esperienza travolgente.
Sia per l’edificio che per la sua potente presenza nel paesaggio, per la composizione dei volumi e per l’uso sublime della luce, tutto che Le Corbusier ha amalgamato brillantemente, nonché dai ricordi di numerose conversazioni architettoniche sulla cappella tenute nel corso degli anni.

«… L’opera è difficile, minuziosa, rude, forte dei mezzi impiegati, ma sensibile e animata da una matematica totale, creatrice dello spazio indicibile… Il dramma cristiano ha ormai preso possesso di questo posto. Eccellenza, io vi consegno questa cappella di semplice cemento, plasmata forse di temerarietà, certamente di coraggio, con la speranza che essa troverà in voi come in coloro che saliranno sulla collina, un’eco a ciò che tutti noi vi abbiamo inscritto».

Le Corbusier

Storia

Per il panorama offerto dalla collina, questa ha avuto per secoli un ruolo simbolico.
Dopo l’occupazione romana, in cima alla montagna fu costruito un santuario celtico per adorare il sole.

Successivamente, nel XV secolo, fu eretta una cappella, dedicata alla Vergine Maria, Nostra Signora delle Alture o Notre Dame du Haut.
A metà Ottocento fu aggiunta una torre, anticipando una serie di lavori di ristrutturazione alla cappella, che divenne un importante centro regionale di pellegrinaggio.

Nel 1913 un incendio lasciò in piedi solo le mura. La cappella fu ricostruita nel 1923 e completamente ristrutturata nel 1930 in stile neogotico. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa fu bombardata e completamente distrutta.

Quindi le autorità religiose hanno optato per ricostruire la cappella in uno stile architettonico contemporaneo, che avrebbe cercato di trasmettere un senso astratto di sacralità.
Fu così deciso di affidare l’incarico a Le Corbusier nel 1950 (non senza opposizione, poiché l’architetto svizzero era un agnostico).
Lo stesso Le Corbusier fu riluttante ad accettare l’incarico, ma cambiò idea dopo aver visitato il sito.

Complesso

Il complesso è composto da più elementi, guidati dalla cappella, dalla spianata, dalla residenza dei monaci, da una piramide commemorativa e dal campanile.

La cappella si trova eccentricamente in cima alla collina ed è orientata sia a est che a ovest, quasi perpendicolare al percorso di accesso.

Ad ovest si trova un campanile, una composizione molto semplice, comprendente un telaio metallico che regge 3 campane.

Ad est si trova una grande spianata, di fronte a una cappella esterna, che consente celebrazioni davanti a un gran numero di pellegrini.
Le Corbusier aveva originariamente proposto un arco di pendenza artificiale per contenere lo spazio, ma questo non è mai stato implementato.

All’estremità settentrionale si trova una piramide a gradini, costruita con i resti della chiesa originale, che funge da monumento alla pace.

Verso l’estremità meridionale, e in una zona inferiore della topografia, si trova un volume rettangolare in cemento, che contrasta nella forma e nel colore con la cappella.
Questo volume, perpendicolare e più vicino al percorso di accesso, contiene la residenza dei monaci ed è stato progettato da Le Corbusier nel 1953 e completato nel 1959. L’edificio, austero e sobrio, dispone di aule, biblioteca, refettorio, cucina e celle per i monaci.

Cappella

La cappella, posta sulla sommità della collina, poggia su un piedistallo metaforico che conferisce a Ronchamp un’importanza aggiuntiva.
A differenza della maggior parte delle altre opere di Corbusier costituite da volumi squadrati, funzionali e sterili, Ronchamp è più una forma scultorea irregolare dove le pareti, il tetto e il pavimento sono inclinati.
Stilisticamente e formalmente è abbastanza complesso; tuttavia, la pianta è relativamente semplice: due ingressi, un altare e tre cappelle.

Le pareti di Ronchamp conferiscono all’edificio il suo carattere scultoreo. Le pareti curve e delicate fungono da metodo pratico per sostenere la costruzione in cemento e muratura, così come il massiccio tetto curvilineo.
Inoltre, le pareti non agiscono esclusivamente come elementi strutturali e scultorei; fungono anche da amplificatori acustici, specialmente nel caso del muro esterno orientale che riflette il suono fuori dal campo dall’altare esterno.

Luce

Corbusier voleva che lo spazio fosse meditativo e riflessivo. Le pareti bianche e spoglie si aggiungono a questa mentalità purista e quando la luce entra nella cappella prende vita un’atmosfera sbiadita ed eterea.
L’effetto della luce evoca qualità espressive ed emotive che creano sensazioni accentuate in sintonia con le attività religiose.

La parte più sorprendente di Ronchamp è la copertura che si apre verso il cielo.
Il tetto curvo sembra fluttuare sopra l’edificio poiché è sostenuto da colonne incorporate nelle pareti che creano uno spazio di 10 cm tra il tetto e le pareti. Ciò consente ad una scheggia di luce di penetrare all’interno dell’edificio.
Il tetto è in realtà l’unico barlume di influenza meccanizzata nel progetto complessivo di Ronchamp; la curvatura del tetto imita le curve dell’ala di un aeroplano.
È aerodinamico nel design e nonostante le sue qualità massicce e pesanti sembra leggero e senza peso.

Corbusier ha implementato piccole aperture perforanti sulla facciata che hanno amplificato la luce all’interno della cappella rastremando il pozzo della finestra nella cavità del muro.
Ogni parete viene illuminata da questi diversi infissi conferisce ai muri qualità luminose punteggiate da una luce diretta più intensa.
Sulla parete dietro l’altare della cappella, gli effetti di luce creano un motivo maculato, quasi come una notte stellata, di rade aperture che sono completate da un’apertura più grande sopra la croce che emette un flusso di luce, creando una potente immagine religiosa.

Architettura e religione

Il fatto che Ronchamp sia una chiesa, dunque un edificio con nessi di scopo fin nei dettagli, non ha impedito al costruttore di danzare, perché appartiene alla sua professione di danzare tra le catene – e quali catene! – e di dare agli interessi più realistici una forma che sfocia nella gratuità senza scopo…
Ronchamp resta l’opera di un singolo e della sua libera équipe… non possiamo spaventarci se egli si comporta da enfant terrible nello spazio santo. I bambini mettono mano a molte cose e parecchie cadono nel nulla, ma alla fine è loro il regno dei cieli.

Hans Urs Von Balthasar

La cappella di Notre Dame du Haut, oltre ad essere un importante simbolo dell’architettura del ventesimo secolo, è anche un perfetto esempio di come l’architettura moderna si unisca alla sacralità.

Mia piccola cara mamma, tutto si è svolto in modo mirabile. Tutto è stato gioia, bellezza, splendore spirituale. Il tuo Corbu è onorato al massimo. Considerato, amato. Rispettato. Il compito era molto delicato. È la più rivoluzionaria opera di architettura realizzata da molto tempo a questa parte. Sul piano religioso, cattolico, del rito. Ora il rito è valorizzato al massimo, decantato, riportato ai Vangeli dalla mia architettura…

Le Corbusier in una lettera alla madre

photo by: Fondation Le Corbusier & My architectural Moleskine